Come smacchiare una tovaglia

Le tecniche per smacchiare la tovaglia sono tante, alcune sono efficaci  e danno subito dei risultati tangibili. Altri metodi sono utili per attenuare l’effetto delle macchie sulle tovaglie e sui tovaglioli facilitando il lavaggio a mano e in lavatrice evitando di ripeterlo troppe volte senza garanzia di eliminare tutti gli aloni.

I metodi per smacchiare la tovaglia dal vino e dai sughi con prodotti naturali e con l’utilizzo minimo di detersivi e smacchiatori, è senz’altro da preferire, ma spesso è necessario intervenire in modo più aggressivo per rendere la tovaglia e i tovaglioli riutilizzabili senza aloni. E’ bene provarle tutte, senza sfregare o rovinare il tessuto, questo renderebbe vani i tentativi perché la macchia sulla tovaglia potrebbe anche scomparire, ma resterebbe sicuramente l’usura del tessuto causata dallo sfregamento.

Smacchiare una tovaglia in tessuto

Tamponare subito la macchia di vino
Tamponare subito la macchia

La prima regola è sicuramente tamponare subito facendo in modo che la macchia sulla tovaglia in tessuto sia circoscritta. Quindi agire prontamente senza aspettare che la macchia si allarghi, perché più è ampia l’area della tovaglia su cui intervenire e maggiore sarà l’utilizzo di prodotti da utilizzare.  Fare in modo di assorbire la maggior parte di prodotto (liquido e non) mettendo degli strati di carta assorbente sotto la tovaglia e sopra tamponando energicamente. L’azione di assorbimento della macchia sarà decisamente efficace. Evitare di sfregare energicamente con panni e spugnette abrasive. Questo provoca semplicemente un logoramento della trama della tovaglia, sia che si tratti di tovaglia in lino sia che si tratti di tovaglia in tessuto cotone o panama.

Smacchiare una tovaglia dal vino rosso

Quando la tovaglia presenta una macchia di vino rosso, pur cercando di agire subito, il rimedio non può essere unico. Qui di seguito alcuni suggerimenti per intervenire, insieme alle azioni immediate già citate nel paragrafo precedente:

Dress My Table - Smacchiare la tovaglia in tessuto col sale
Smacchiare la tovaglia col sale
  1. Sale: Sistemare la tovaglia sopra un contenitore vuoto tipo insalatiera o pentola cercando di tenderla il più possibile. Prendere una discreta dose di sale fino, adeguata all’ampiezza della superficie della tovaglia da smacchiare, facendovi aiutare versate una buona quantità di acqua calda. Non rovente ma sufficientemente calda perchè questa non farebbe altro che fissare ulteriormente la macchia nel tessuto. L’operazione può essere ripetuta anche due volte.
  2. Percarbonato di sodio: immergere la parte della tovaglia macchiata in acqua tiepida tenendo conto del tipo di tessuto sul quale stiamo lavorando e non dimenticando di verificare le etichette applicate nella tovaglia stessa. Versare una dose di prodotto in acqua tiepida (solitamente 20 grammi/litro), l’azione dell’ossigeno attivo aiuta smacchiare i tessuti più chiari. Lasciare agire in ammollo per circa 3 ore.
  3. Sapone di marsiglia: immergere la zona della tovaglia macchiata in acqua (anche fredda) strofinare con delicatezza il sapone di marsiglia e agire anche con le mani direttamente sulla macchia.  Risciacquare e insaponare nuovamente. Lasciar agire per circa 4 ore.  Risciacquare nuovamente.

Smacchiare una tovaglia dal sugo

Le tovaglie macchiate dal sugo, insieme alle macchie causate dal vino sono le più difficili e ostinate. Il potere del sugo, di macchiare in modo indelebile i tessuti, è molto forte. Le tovaglie con tessuti sintetici, se non si agisce subito, sono sicuramente le più difficili da smacchiare. Le tovaglie di buona qualità hanno decisamente più chance di essere recuperate anche con metodi semplici. Ma il segreto è agire subito. Spesso agire subito (non sempre è possibile) ci consente di limitare i danni o di porvi subito rimedio. Ecco alcuni suggerimenti:

  1. Borotalco: coprire la macchia facendo in modo di assorbire la parte di sugo e agire con un pò di acqua e detersivo per i piatti.
  2. Detersivo piatti: il potere sgrassante di questo prodotto è forte. Bisogna agire con le mani sopra e sotto la macchia, evitando di sfregare in modo troppo forte sul tessuto. Ripetere l’operazione fin quando la macchia si attenua.
  3. Acqua ossigenata: spruzzare nella macchia e strofinare sia sopra che sotto facendo in modo che possa agire in ogni punto della macchia. Risciacquare e ripetere l’operazione sino ad eliminazione completa.

Smacchiare le tovaglie resinate: facile e veloce

Dress My Table - Tovaglie resinate e cerate in resina
Tovaglia resinata resistente alle macchie e idrorepellente

In pranzi e cene importanti è certamente consigliato l’utilizzo di una tovaglia con un tessuto particolare e d’effetto. Questo spesso contrasta con quello che effettivamente succede durante il pasto perché piccole macchie di sugo, unto e macchie di vino sono la normalità durante i pasti. Non possiamo fare nulla, se non pensare a tamponare la macchia, anche se spesso non si può agire subito. La nostra bella tovaglia in lino o la tovaglia in cotone panama potrebbe essere compromessa. Può capitare! L’alternativa sono le tovaglie resinate. Queste sono una ottima soluzione. Non parliamo delle tovaglie in pvc con effetto plastica (materiale freddo e industriale) con disegni e decori floreali stampati, ma di una resina protettiva che ci consente di percepire il tessuto evitando che qualsiasi liquido o cibo possa penetrare, preservando sia la nostra tovaglia che il nostro tavolo.

Sottotovaglia in pvc

Altro rimedio consigliato, se non si vuole rinunciare alla tovaglia in tessuto, sono i sottotovaglia protettivi in pvc. Certo non proteggono la tovaglia dalle macchie, ma vi consentono perlomeno di salvare e conservare bene il vostro tavolo. Il suggerimento è di scegliere colori in tinta con la tovaglia che utilizzerete per apparecchiare. Se la tovaglia è bianca bisogna evitare di mettere sotto una tovaglia in pvc con decori floreali (si vedrebbero).

 

 


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Come organizzare il cassetto delle posate

Cassetto portaposate per trovare tutto e subito.

I cassetti delle posate sono spesso dei contenitori dove finisce di tutto. Con il tempo tendiamo a conservare ogni cosa senza fare attenzione agli attrezzi che già abbiamo e senza seguire un ordine preciso. La mancanza di tempo per sistemare tutto e gli acquisti continui, con l’idea di completare il nostro set di accessori, ci impediscono di tenere in ordine. Serve di tanto in tanto un controllo e una verifica. Un cassetto troppo pieno e disordinato ci impedisce di trovare le cose e ci fa perdere solo tempo mentre apparecchiamo la tavola e cuciniamo.

Svuotare tutto per sistemare il cassetto delle posate.

Ogni cucina ha perlomeno due o quattro cassetti a disposizione per sistemare le posate e gli accessori quali mestoli, tovaglie, strofinacci, guanti da forno. E’ necessario armarsi di pazienza e svuotare tutto: durante questa operazione per iniziare a organizzare il cassetto delle posate si suddividono tutti i pezzi in scatoline di plastica. Qui iniziamo a fare un prima valutazione di ciò che abbiamo. Separiamo le posate ponendo coltelli, cucchiai, cucchiaini, forchette in contenitori diversi e verificando il loro stato di usura e se mancano pezzi del set originario. Le posate sono solitamente composte da 24 pezzi e 36 pezzi per 6 posti tavola, ma gli astucci e i cofanetti portaposate in commercio possono contenere un numero maggiore (di solito doppio per 12 persone cioè 48 pezzi o 72 pezzi più le posate per servire).

Astuccio originale Eme Posaterie 49 pezzi

Sapere la composizione del set originario ci aiuta a capire se dobbiamo integrare con pezzi mancanti, perché quel set incompleto sarebbe poco utile averlo nel cassetto nel caso in cui gli ospiti fossero superiori alle posate a disposizione. Tutti gli altri accessori verranno suddivisi nelle scatoline di plastica seguendo lo stesso criterio: mestoli, coltelli carne, coltelli per i pane, grattugie ecc.

Scegliere posate e accessori più utilizzati

Una volta svuotato tutto e bene verificare ciò che abbiamo messo nelle scatoline di plastica e selezionare posate e accessori, perché molti pezzi potrebbero essere doppi, usurati e poco utilizzati. Potrebbe capitare di avere posate che sono ossidate perché poco utilizzate, magari sono state a lungo nel fondo del cassetto, questo capita spesso e quindi nelle saldature e nelle giunture delle posate usate per servire potrebbe essersi formato dell’ossido. Una volta lavato e lucidato tutto ed eliminato tutto ciò che non viene utilizzato spesso, possiamo procedere anche a risistemare tutte le posate nel cassetto. I coltelli da arrosto o da pane andranno nel cassetto delle posate perché sono piatti e poco ingombranti, mentre mestoli e accessori andranno in un secondo cassetto, possibilmente sotto quello delle posate. Gli elementi doppi o rovinati devono essere necessariamente eliminati.

Organizzare il cassetto delle posate con un buon portaposate

Per organizzare il cassetto delle posate è bene servirsi di un portaposate adeguato; in commercio ne esistono di tanti tipi: in legno, acciaio e plastica, sia fissi che regolabili spostando i separatori a seconda delle esigenze del momento.

portaposate modulare in acciaio
Portaposate componibile in acciaio
Vaschette in acciaio del portaposate
Vaschette in acciaio per portaposate

 

Dress My Table  - portaposate plastica modulare
Portaposate regolabile in plastica con divisori

Ciò aiuta tantissimo perché  possiamo scegliere lo spazio da destinare a determinati accessori e alle posate da tavola variando la loro posizione nel tempo senza dover cambiare il portaposate.

Portaposate in legno listellare
Portaposate in legno listellare

I portaposate in legno sono più pregiati e piacevoli da vedere ma un pochino più impegnativi per la pulizia (il legno tende ad assorbire), i portaposate in plastica sono invece meno di impatto visivo e meno pregiati, ma economici e praticissimi per la pulizia. Un buon detersivo sgrassante vi consente di pulirli in un attimo.

 Sistemare il cassetto delle posate

L’ultima fase è sistemare tutto, il set di posate e tutti gli accessori poco ingombranti. Avere tutto in ordine  e pulito  aiuta tantissimo. Troverete tutto molto velocemente e in modo intuitivo, senza dover pensare a rovistare tutto. Una buona regola è di avere il set di posate  a disposizione e ben separato nel portaposate secondo la posizione naturali delle posate una di seguito all’altra. Questo vi consente di occupare poco spazio e di vedere cosa avete sempre a disposizione. Se il vostro set di posate è molto vasto 48 o 72 pezzi (quindi oltre i 6 posti tavola) potete tenere nel cassetto solo le posate per 6 posti tavola usati tutti i giorni (6 cucchiaini, 6 cucchiai, 6 coltelli, 6 forchette). Il resto potete tenerlo anche nel cofanetto o da parte  per utilizzarlo solo quando necessario. Ricordate però di far “ruotare” i pezzi, avrete un set di posate lucido, sempre efficiente e usurato in modo omogeneo. L’organizzazione del cassetto delle posate passa anche da questi piccoli accorgimenti!

 

 


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Quali sono i vantaggi dei coltelli in acciaio.

Le caratteristiche per capire quali sono i migliori coltelli in acciaio.

Le valutazioni per individuare le qualità dei coltelli in acciaio non sono esattamente semplici: non tutti abbiamo le conoscenze per individuare le qualità dei materiali e capire quali sono i coltelli in acciaio che possono durare nel tempo. La cosa più semplice è affidarsi ad una marca che notoriamente produce coltelli di qualità.

Qualche informazione  per capire i  coltelli d’acciaio.

  • La durezza dell’acciaio è l’elemento base nel coltello, garantisce la robustezza;
  • la capacità del coltello in acciaio di mantenere il filo tagliente a lungo;
  • il trattamento inossidabile per resistere agli agenti corrosivi (compresi quelli degli alimenti);
  • la tipologia di manico che accompagna la lama e i suo disegno.

Tutto questo fa si che il coltello sia effettivamente fruibile, preciso nel taglio e anche flessibile. E’ certo che la flessibilità, seppure minima, è una componente importante del coltello perché la sola durezza non basta, è necessario che se il coltello in acciaio incontra parti dure nei cibi e necessita di essere messo alla prova, deve avere una flessibilità tale da evitare che si spezzi.

La capacità dei coltelli in acciaio di mantenere a lungo il filo tagliente.

Dress My table - SambonetQuesto aspetto è strettamente connesso a fattori quali:

  1. L’ossidazione perché un acciaio di bassa qualità con una componente ferrosa molto alta è soggetto a ossidarsi e a perdere il filo rapidamente. In poco tempo il coltello in acciaio andrà affilato nuovamente senza però avere il filo che aveva in origine.
  2. La resistenza alla corrosione è data dalla presenza di una patina superficiale, data dalla percentuale di cromo presente nell’acciaio che limita la corrosione.
  3. Composizione della lega acciaiosa. Da un controllo attento può emergere che il coltello abbia una componente di vanadio. Questo è molto positivo perché garantisce che la grana che compone l’acciaio sia modulata da questo componente al fine di rendere il coltello, o meglio la lama, molto più idonea ad essere affilata e soprattutto ad avere un filo sottile in fase di affilatura in quanto la grana stessa dell’acciaio sarà decisamente più sottile.

Il coltello in acciaio, in sostanza, con un minimo di manutenzione, conservato sempre pulito e in buono stato ha una durata infinita proprio per le caratteristiche intrinseche dell’acciaio. Questo a differenza di tanti altri materiali , sicuramente interessanti e “nuovi” ma molto delicati e soggetti a rotture o a usura rapida.

 


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Come scegliere i coltelli da cucina.

Scegliere i coltelli in base all’uso.

La scelta dei coltelli da cucina varia in funzione all’utilizzo dei coltelli stessi. Possiamo distinguere tra vari tipi di coltelli per la lavorazione dei cibi. Questa distinzione è fondamentale per  decidere quale sarà il livello qualitativo dell’acciaio, l’affilatura della lama, il tipo di impugnatura, ma molto più semplicemente la praticità di utilizzo.

L’importanza dei materiali nella scelta dei coltelli.

E’ necessario assicurarsi che l’impugnatura del coltello sia di buona qualità preferendo la resina o in legno. La sagoma dell’impugnatura consente una presa molto ferma e facilità i movimenti, facendo si che ogni movimento venga trasferito con precisione alla lama. La prosecuzione della parte in acciaio all’interno del manico, con un effetto sandwich, è un indicatore del fatto che il coltello sarà fermo, robusto e preciso nel taglio. Verificare accuratamente lo spessore della lama perché uno spessore non adeguato vi obbligherà a inutili fatiche e tagli imprecisi dei cibi. Una variante nei coltelli sono le lame in ceramica e i coltelli completamente i acciaio. Le lame in ceramica sono sempre affilatissime, necessitano di poca manutenzione, ma con l’unico lato negativo di essere molto delicate. Basta un colpo secco o un colpetto durante il lavaggio, che la lama potrebbe rompersi. I coltelli completamente in acciaio sono robusti, molto spesso leggeri e con impugnatura ergonomica. Spesso si tratta di coltelli di design.

Conservazione  dei coltelli  da cucina.

Può capitare di conservare i coltelli e di non averli asciugati bene o di averli conservati in luoghi non proprio asciutti (s’intende privi di umidità). Esistono, per ovviare a questo inconveniente, i sacchettini che catturano le particelle di acqua e proteggono il metallo lasciandolo inalterato nel tempo senza creare l’ossido o la ruggine. Questo particolare aspetto  può essere considerato al momento dell’acquisto informandosi bene sulla qualità dell’acciaio e la sua composizione. Se si tratta di acciaio inossidabile, ma ha comunque un contenuto di carbonio, la probabilità che ossidi esiste. Se invece si tratta di un coltello di buona qualità avrà un contenuto minimo di carbonio se non addirittura nullo.

Tipologie di coltelli da cucina.

Scegliere coltelli da cucina

I coltelli da cucina vanno scelti a seconda dei cibi che si devono lavorare. I cuochi più esperti scelgono i coltelli anche singolarmente se necessario, personalizzando il loro kit da lavoro. Ma nei casi più comuni la scelta cade su set di coltelli già pronti e soprattutto di buona qualità. Un buon set di coltelli deve avere:

  • coltello cucina 19 cm,
  • coltello da arrosto 24 cm,
  • coltello da arrosto 18 cm,
  • coltello pane 23 cm,
  • coltello da verdura 12 cm
  • acciaino per affilatura.

Le dimensioni dei coltelli sono solo indicative, ma sono utili per sapere quali sono più utilizzati nel taglio delle verdure, del pane e per sminuzzare cibi, verdure, carne pesce in genere.

Set di coltelli da cucina nel ceppo.

scgliere coltelli da cucina

I set di coltelli con ceppo sono molto utilizzati e soprattutto pratici perché il loro alloggiamento ci consente di averli sempre a portata di mano.  Per tenere questi coltelli efficienti  la manutenzione da fare è semplicemente quella di verificare il filo della lama e soprattutto il fatto che vengano conservati asciutti. Conservati nel ceppo non si asciugano bene e rovinano il legno. Per questo, avendoli a portata di mano in cucina, è necessario che siano sempre puliti e pronti all’uso senza necessità di dover affilare la lama prima dell’utilizzo o fare una pulizia di eventuali macchie di “ossido” nella lama in acciaio.scgliere coltelli da cucina

 

 

 

 

 

 

 


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Come eliminare i cattivi odori dal tagliere

Eliminare i cattivi odori dai diversi tipi di tagliere.

I taglieri più comuni in commercio sono in legno e bambù ma anche in plastica o resina. Entrambi saranno lavati e igienizzati in modo quasi simile per eliminare gli odori. Solo qualche differenza sarà necessaria nel procedimento che porta alla eliminazione dei cattivi odori dal tagliere. Queste differenze sono in sostanza dovute alla natura del tagliere stesso: una tipologia è sintetica e un’altra tipologia è naturale. Assorbiranno in maniera diversa gli odori e tratterranno diversamente i residui dei cibi, quindi necessiteranno di metodi diversi eliminare gli odori.

Eliminare i cattivi odori dal tagliere in legno.

Immergere in acqua il tagliere e insaponare non è corretto. Avremmo come unico risultato il fatto di logorare maggiormente il legno o addirittura favorire la sua rottura perché il legno assorbe l’acqua e potrebbe spaccarsi. Ancora di più se il tagliere da cui volete eliminare i cattivi odori non è in legno massello ma è in listelli di legno.

eliminare i cattivi odori dal tagliere

  • E’ bene stendere il tagliere nel lavandino e agire sfregando un po’ di sale grosso al fine di eliminare qualche residuo di cibo e qualche scaglia di legno.
  • Su come togliere la puzza dal tagliere dopo che si è preparato un pesce per la cottura i passaggi indicati devono essere abbinati ad uno ulteriore.
  • Cioè sfregate una metà di limone su tutta la superficie. Lasciate agire qualche minuto e poi risciacquate bene.
  • Ora versate sul tagliere un po’ di bicarbonato di sodio. La sua azione igienizza ma soprattutto cattura gli odori rimasti. Fare una piccola pastella con acqua e bicarbonato e sfregare bene su tutto il tagliere. Toglierà tutti gli odori forti compresi quelli di aglio e cipolla.eliminare i cattivi odori dal tagliere
  • Procederete poi con il risciacquo finale e la sua asciugatura all’aria assicurandovi che il tagliere (essendo in legno richiederà più tempo) sia effettivamente tutto asciutto. Conservarlo con qualche parte bagnata o umida renderà vane tutte le operazioni fatte e il risultato sarà di favorire il proliferare delle muffette.

eliminare i cattivi odori dal tagliere

Il tagliere in legno è forse è lo strumento naturale che si utilizza di più in cucina quando c’è da preparare pietanze e piatti particolari. Il fatto che sia naturale agevola queste preparazioni: consente ai coltelli di scivolare meglio e di essere molto incisivi nei tagli delle carni e del pesce, rilascia qualche odore tipico quando si tratta di legni particolari e questo da un valore aggiunto al cibo. Tutti questi lati positivi hanno comunque il risvolto di richiedere maggiore impegno per tenerlo efficiente e privo di cattivi odori.

Eliminare i cattivi odori dal tagliere in resina o plastificato.

Qui le operazioni di pulizia sono decisamente più svelte perché la resina non trattiene gli odori come il legno. Quindi se avete tagliato sul tagliere del pesce, strofinate la metà di un limone, e eliminare i cattivi odori sarà più rapido. Sarete costretti a ripetere l’operazione se non farete agire bene il succo di limone su tutta le superficie. I cattivi odori resteranno. La fase successiva è quella di igienizzare e catturare gli odori eventualmente residui. Fare una pastella di acqua e bicarbonato e sfregatela bene su tutta la superficie. Risciacquate bene e asciugate con un panno umido. Se gli odori non sono particolarmente forti potete utilizzare un detersivo per piatti al limone. Avrà un risultato molto vicino a quello voluto. Questa operazione non è possibile sui taglieri in legno perché essendo naturali assorbirebbero troppo il detersivo stesso.

Come togliere la puzza dal tagliere lavandolo in lavastoviglie.

Questa è l’operazione risparmia-tempo! Piace a tutti ma non piace ai taglieri in legno che con il calore e l’eccessivo uso di acqua (hanno difficoltà ad asciugarsi perfettamente) li usurano troppo e sono destinati a spaccarsi. Questa regola non vale per i taglieri in resina. I cattivi odori nel tagliere, se non eccessivi, si possono anche togliere con un normale lavaggio in lavastoviglie.


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Come pulire le posate in acciaio.

Pulire le posate in acciaio a seconda degli usi.

La pulizia delle posate in acciaio può essere fatta per conservare in perfetto stato sia posate il cui uso non è quotidiano sia per posate utilizzate tutti i giorni dopo un normale pasto.

Pulizia delle posate in acciaio il cui uso non è quotidiano.

Dopo un periodo di conservazione nei cassetti magari anche con la custodia in panno o vellutino le posate in acciaio hanno comunque necessità di essere lucidate perchè le componenti dell’acciaio, specialmente se lucide, potrebbero creare qualche punto di ossido o semplicemente opacizzarsi. Ecco le tre fasi di pulizia delle posate in acciaio in cui riprenderanno il loro aspetto brillante.

  1. La prima operazione da fare è verificare se le posate presentano segni di ossido. Nel caso in cui sia presente qualche puntino di ossido potete pulire, con un panno imbevuto di succo di limone diluito, con acqua le parti interessate assicurandovi di eliminare l’ossido dalle posate in acciaio.
  2. Risciacquate le posate in acciaio e mettete tutto in un contenitore appositamente riempito di acqua calda. Lasciate per circa dieci minuti che l’acqua calda agisca sulle posate sciogliendo il grasso depositatosi nell’acciaio.
  3. Togliete le posate e lavate con detersivo sgrassante (senza contenuto di varechina) e spugnetta non abrasiva. Insaponate bene e verificate che il sapone agisca anche all’interno dei rebbi (le punte).Pulire posate in acciaio
  4. Dopo un risciacquo abbondante, per eliminare tutto il detersivo residuo, disponete le posate sopra un panno asciutto in posizione “in linea” per verificare se presentano macchie o strisciate nell’acciaio che sono sfuggite durante il lavaggio.
  5. L’ultima fase, da ritenersi comunque fondamentale, riguarda l’asciugatura e la lucidatura delle posate. Un panno morbido agevolerà il vostro lavoro finale di pulizia delle posate in acciaio, che dovrà essere fatto quando ancora le posate sono gocciolanti. Questo contribuisce a eliminare gli aloni o strisciate nei manici e soprattutto elimina le piccole macchie lasciate dalle gocce di quelle posate non asciugate per prime. Il risciacquo abbondante fatto nelle fasi precedenti (utile per eliminare tutto il detersivo e il limone) farà si che i piccoli aloni delle gocce asciutte possano essere eliminate senza problemi perchè sono semplicemente dovute all’acqua . A questo segue una attenta lucidatura delle singole posate.
  6. Evitare di conservare le posate tutte insieme ma separatele riponendole nelle custodie apposite, o semplicemente usate un panno morbido per avvolgerle a gruppi facendo in modo che non si tocchino fra loro, evitando quindi di graffiarsi.

Pulizia delle posate in acciaio dopo il loro utilizzo quotidiano.

Tutti i produttori di posate non escludono il lavaggio in lavastoviglie. Ma è chiaro che un lavaggio attento, con pochi prodotti giusti, vi garantisce sicuramente un risultato migliore e consente alle posate di durare di più nel tempo. Questo perchè i detersivi, le pastiglie e i prodotti specifici per lavastoviglie potrebbero avere una componente corrosiva o di varechina che potrebbe essere troppo aggressiva per l’acciaio, per le parti lucide o comunque tutte le finiture presenti nelle posate.

Per un lavaggio a mano è fondamentale eliminare il cibo residuo per consentire un lavaggio più accurato. Munirsi anche di una piccola spazzola che vi consenta di pulire bene tra i rebbi. Dopo questa fase la pulizia delle posate in acciaio procede tranquillamente come indicato sopra, a partire dalla fase 3, potete tranquillamente seguire le stesse indicazioni.

Oltre la pulizia delle posate in acciaio.

E’chiaro che la conservazione delle posate utilizzate quotidianamente avviene nel portaposate presente nelle cucine. Questa abitudine (facciamo tutti così) porta le posate a stare a contatto fra loro favorendo i graffi. E’ consigliabile alternare le posate: se a tavola si usano sempre le solite posate, ogni sei mesi o poco più conservare le posate utilizzate per alternarle con altre dello stesso servizio garantendo un uso omogeneo di tutte (e consumandole allo stesso modo). Scegliere per l’uso quotidiano posate con finitura satinata o vintage (che già presentano irregolarità), inoltre riunire nell’apposito scomparto solo i coltelli, solo le forchette eccetera mettendole tutte nello stesso verso, operazione che vi consente di aumentare lo spazio fra loro e evitando che le lame dei coltelli possano graffiare i cucchiai e così via.

Pulire posate in acciaio

Sono piccoli accorgimenti che se ripetuti tutti i giorni insieme al lavaggio accurato e alla lucidatura accurati delle posate aumentano la durata e preservano l’estetica.

 


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Come pulire i calici di vino.

La pulizia dei calici di vino è una procedura apparentemente semplice ma deve essere fatta in maniera tale da non alterare il sapore, l’aroma e il profumo di qualsiasi bevanda, quindi vino compreso.

Poche mosse per per una pulizia dei calici vino perfetta.

Sono da evitare detersivi profumati e che producono molta schiuma, ma anche detergenti sgrassanti che hanno anche un contenuto ( anche se minimo) di varechina.

Il procedimento per pulire i calici da vino.

Il lavaggio può variare a seconda del tipo di vino che è stato servito durante il pasto. Questo perché le caratteristiche del vino possono essere molto diverse l’uno dall’altro. Gli elementi che hanno sicuramente una incidenza sono: ampiezza e corposità, grado alcoolico, aroma. Questi influenzeranno la pulizia del calice di vino che sarà necessariamente più energica in caso di alta corposità, tale che se non è fatta adeguatamente potrebbe macchiare il materiale del calice , vetro o cristallo.

La pulizia de calici con acqua tiepida.

pulizia dei calici vino

Buona norma è pulire i calici a mano risciacquando abbondantemente con acqua tiepida (e non calda) in modo da non creare shock termici che potrebbero rompere il bicchiere. Le parti soggette a rottura sono alla base del gambo che il calice stesso. Questo potrebbe succedere anche a distanza di tempo e non immediatamente, ragione per cui è necessario che l’acqua non sia rovente. Esistono comunque in commercio dei calici da vino che sono prodotti con sistemi innovativi di rinforzo del vetro e del cristallo, ciò consente un numero di lavaggi altissimo e una brillantezza dei materiali inalterata nel tempo.

Ammollo. Un passaggio fondamentale per la pulizia dei calici da vino.

La pulizia dei calici da vino prosegue con un prelavaggio in ammollo in contenitore sufficientemente ampio da contenere almeno un set da 6 calici. Il contenitore deve essere riempito sino a coprire tutte le parti dei bicchieri e l’acqua viene mescolata ad una dose di bicarbonato di sodio che agisce, sciogliendo i residui di vino, sul vetro e nel cristallo senza intaccarlo o opacizzarlo. Questo ammollo avrà una durata variabile a seconda del livello dei residui di vino fermo sui calici. Diciamo che una mezzora è sufficiente per un livello di sporco normale.

Una volta estratti dovete lavarli con acqua corrente e se necessario usando una spugnetta morbida con una goccia (ma solo una!) di detersivo senza contenuto di varechina, specifico per bicchieri e calici.

Risciacquo e asciugatura per una pulizia perfetta dei calici da vino.

pulizia dei calici vino

La pulizia dei calici da vino termina con il risciacquo di tutti i calici sempre in acqua tiepida eliminando tutti i residui di eventuale deersivo e assicurandosi che anche tutto il bicarbonato sia eliminato. Fate colare per qualche minuto l’acqua del lavaggio nello scolapiatti o nel gocciolatoio del lavello e procedete ad asciugare i calici da vino con un panno morbido, meglio se in microfibra. Durante questa operazione di asciugatura evitate di fare leva sul calice e sullo stelo perché un eccesso di forza potrebbe, nonostante la buona qualità del vetro o del cristallo, creare qualche rottura. Ciò determinerebbe inevitabilmente il riassortimento del set per avere rotto solo un calice. Mettete in controluce i calici e verificate la trasparenza del vetro o del cristallo e la presenza di eventuali residui del panno utilizzato.


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