Posate da cucina design: ecco cosa scegliere!

Muoversi nel mercato particolare  delle posate design.

Le proposte sul mercato delle posate di design non mancano: forme geometriche, forme sinuose, sagomature particolari, rivisitazioni di modelli classici e lavorazioni particolati sui materiali. Queste sono solo una minima parte delle possibilità di scelta che le aziende, in collaborazione con i designer, forniscono per la scelta delle posate di design. Muoversi in questa selva di articoli non è semplice. Una piccola guida per individuare ciò che si sta cercando senza incappare in modelli che tutto sono tranne che essere posate di design.

Posate di design belle ma poco pratiche.

I modelli da evitare sono certamente tantissimi. Questo perché se vi piace collezionarle possono anche andare bene, ma di solito la collezione di posate (chiaramente salvo casi eccezionali) non è molto diffusa e certamente avere nei nostri cassetti alcuni set di posate di design non rappresenta una collezione ma ci consente una ulteriore scelta in caso di cene particolari.

Posate design pesanti o con manico troppo grosso.

Difficili da tenere in mano perchè impongono uno sforzo eccessivo delle dita e del polso. Limitano i movimenti durante il pasto e la sensazione è quella di avere in mano un oggetto di design che è utile solo per l’apparenza a tavola, spesso una ostentazione del padrone di casa che non ha valutato l’importanza di mettere a proprio agio gli ospiti.

Posate di design, qualche suggerimento.

Un modello di posate design, con una linea importante, ma che hanno comunque un buon rapporto tra impugnatura e peso (sono monoblocco, cioè piene all’interno) sono le posate disegnate da Sambonet, conosciute meglio come “1965“.  Hanno riscosso molto successo e sono fra le icone di Sambonet, azienda leader nella produzione di posate. Prodotte con finitura sia lucida che vintage (qui le posate vengono appositamente rovinate meccanicamente nella superficie).Sambonet 1965

Sempre di Sambonet  sono le posate design H-Art.  Queste posate sono veramente particolari. Leggere quanto basta, maneggevoli con una impugnatura ferma e particolari nel design perché il manico ha nella parte inferiore una piccola scanalatura  che favorisce l’appoggio nella tavola. Il coltello può essere poggiato con la lama rivolta verso la tavola e non (come dovrebbe essere una mise en place) verso il piatto.Posate da cucina  design: ecco cosa scegliere! Dress My Table

Questo particolare è proposto anche in un modello di Eme Posaterie, Etoile che seppure in un design sinuoso, ma sempre molto accattivante, ha adottato la caratteristica della lama verso il piano d’appoggio e non verso il piatto. La finitura sulle posate Etoile è lucida, ed è molto curata nei particolari; al lato pratico sono facili da utilizzare sia quotidianamente che presentate in occasioni particolari. Quindi design e praticità sono garantiti.Posate da cucina: ecco cosa scegliere!

Non dobbiamo dimenticare un altro modello di Eme Posaterie: le posate Venice. Posate Venice - Eme posaterie - Dress My Table

Posate molto semplici dal design minimalista, leggere e con il manico leggermente più lungo rispetto alle posate tradizionali sono disponibili con finiture cromate, copper bronze , gun metal e oro. Le posate Venice hanno un ottimo rapporto tra qualità, design e prezzo. Sono le posate design da utilizzare tutti i giorni. Non sono impegnative e mai fuori luogo perché il design del manico, dei rebbi della forchetta (le punte) consente di apprezzare le particolarità di un modello di posate di design che non hanno la pretesa di dover essere ostentate. Si notano e chi le utilizza le apprezza.Posate da cucina design: ecco cosa scegliere! Dress My Table

 

 

 


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Come scegliere i coltelli da cucina.

Scegliere i coltelli in base all’uso.

La scelta dei coltelli da cucina varia in funzione all’utilizzo dei coltelli stessi. Possiamo distinguere tra vari tipi di coltelli per la lavorazione dei cibi. Questa distinzione è fondamentale per  decidere quale sarà il livello qualitativo dell’acciaio, l’affilatura della lama, il tipo di impugnatura, ma molto più semplicemente la praticità di utilizzo.

L’importanza dei materiali nella scelta dei coltelli.

E’ necessario assicurarsi che l’impugnatura del coltello sia di buona qualità preferendo la resina o in legno. La sagoma dell’impugnatura consente una presa molto ferma e facilità i movimenti, facendo si che ogni movimento venga trasferito con precisione alla lama. La prosecuzione della parte in acciaio all’interno del manico, con un effetto sandwich, è un indicatore del fatto che il coltello sarà fermo, robusto e preciso nel taglio. Verificare accuratamente lo spessore della lama perché uno spessore non adeguato vi obbligherà a inutili fatiche e tagli imprecisi dei cibi. Una variante nei coltelli sono le lame in ceramica e i coltelli completamente i acciaio. Le lame in ceramica sono sempre affilatissime, necessitano di poca manutenzione, ma con l’unico lato negativo di essere molto delicate. Basta un colpo secco o un colpetto durante il lavaggio, che la lama potrebbe rompersi. I coltelli completamente in acciaio sono robusti, molto spesso leggeri e con impugnatura ergonomica. Spesso si tratta di coltelli di design.

Conservazione  dei coltelli  da cucina.

Può capitare di conservare i coltelli e di non averli asciugati bene o di averli conservati in luoghi non proprio asciutti (s’intende privi di umidità). Esistono, per ovviare a questo inconveniente, i sacchettini che catturano le particelle di acqua e proteggono il metallo lasciandolo inalterato nel tempo senza creare l’ossido o la ruggine. Questo particolare aspetto  può essere considerato al momento dell’acquisto informandosi bene sulla qualità dell’acciaio e la sua composizione. Se si tratta di acciaio inossidabile, ma ha comunque un contenuto di carbonio, la probabilità che ossidi esiste. Se invece si tratta di un coltello di buona qualità avrà un contenuto minimo di carbonio se non addirittura nullo.

Tipologie di coltelli da cucina.

Scegliere coltelli da cucina

I coltelli da cucina vanno scelti a seconda dei cibi che si devono lavorare. I cuochi più esperti scelgono i coltelli anche singolarmente se necessario, personalizzando il loro kit da lavoro. Ma nei casi più comuni la scelta cade su set di coltelli già pronti e soprattutto di buona qualità. Un buon set di coltelli deve avere:

  • coltello cucina 19 cm,
  • coltello da arrosto 24 cm,
  • coltello da arrosto 18 cm,
  • coltello pane 23 cm,
  • coltello da verdura 12 cm
  • acciaino per affilatura.

Le dimensioni dei coltelli sono solo indicative, ma sono utili per sapere quali sono più utilizzati nel taglio delle verdure, del pane e per sminuzzare cibi, verdure, carne pesce in genere.

Set di coltelli da cucina nel ceppo.

scgliere coltelli da cucina

I set di coltelli con ceppo sono molto utilizzati e soprattutto pratici perché il loro alloggiamento ci consente di averli sempre a portata di mano.  Per tenere questi coltelli efficienti  la manutenzione da fare è semplicemente quella di verificare il filo della lama e soprattutto il fatto che vengano conservati asciutti. Conservati nel ceppo non si asciugano bene e rovinano il legno. Per questo, avendoli a portata di mano in cucina, è necessario che siano sempre puliti e pronti all’uso senza necessità di dover affilare la lama prima dell’utilizzo o fare una pulizia di eventuali macchie di “ossido” nella lama in acciaio.scgliere coltelli da cucina

 

 

 

 

 

 

 


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Come eliminare i cattivi odori dal tagliere

Eliminare i cattivi odori dai diversi tipi di tagliere.

I taglieri più comuni in commercio sono in legno e bambù ma anche in plastica o resina. Entrambi saranno lavati e igienizzati in modo quasi simile per eliminare gli odori. Solo qualche differenza sarà necessaria nel procedimento che porta alla eliminazione dei cattivi odori dal tagliere. Queste differenze sono in sostanza dovute alla natura del tagliere stesso: una tipologia è sintetica e un’altra tipologia è naturale. Assorbiranno in maniera diversa gli odori e tratterranno diversamente i residui dei cibi, quindi necessiteranno di metodi diversi eliminare gli odori.

Eliminare i cattivi odori dal tagliere in legno.

Immergere in acqua il tagliere e insaponare non è corretto. Avremmo come unico risultato il fatto di logorare maggiormente il legno o addirittura favorire la sua rottura perché il legno assorbe l’acqua e potrebbe spaccarsi. Ancora di più se il tagliere da cui volete eliminare i cattivi odori non è in legno massello ma è in listelli di legno.

eliminare i cattivi odori dal tagliere

  • E’ bene stendere il tagliere nel lavandino e agire sfregando un po’ di sale grosso al fine di eliminare qualche residuo di cibo e qualche scaglia di legno.
  • Su come togliere la puzza dal tagliere dopo che si è preparato un pesce per la cottura i passaggi indicati devono essere abbinati ad uno ulteriore.
  • Cioè sfregate una metà di limone su tutta la superficie. Lasciate agire qualche minuto e poi risciacquate bene.
  • Ora versate sul tagliere un po’ di bicarbonato di sodio. La sua azione igienizza ma soprattutto cattura gli odori rimasti. Fare una piccola pastella con acqua e bicarbonato e sfregare bene su tutto il tagliere. Toglierà tutti gli odori forti compresi quelli di aglio e cipolla.eliminare i cattivi odori dal tagliere
  • Procederete poi con il risciacquo finale e la sua asciugatura all’aria assicurandovi che il tagliere (essendo in legno richiederà più tempo) sia effettivamente tutto asciutto. Conservarlo con qualche parte bagnata o umida renderà vane tutte le operazioni fatte e il risultato sarà di favorire il proliferare delle muffette.

eliminare i cattivi odori dal tagliere

Il tagliere in legno è forse è lo strumento naturale che si utilizza di più in cucina quando c’è da preparare pietanze e piatti particolari. Il fatto che sia naturale agevola queste preparazioni: consente ai coltelli di scivolare meglio e di essere molto incisivi nei tagli delle carni e del pesce, rilascia qualche odore tipico quando si tratta di legni particolari e questo da un valore aggiunto al cibo. Tutti questi lati positivi hanno comunque il risvolto di richiedere maggiore impegno per tenerlo efficiente e privo di cattivi odori.

Eliminare i cattivi odori dal tagliere in resina o plastificato.

Qui le operazioni di pulizia sono decisamente più svelte perché la resina non trattiene gli odori come il legno. Quindi se avete tagliato sul tagliere del pesce, strofinate la metà di un limone, e eliminare i cattivi odori sarà più rapido. Sarete costretti a ripetere l’operazione se non farete agire bene il succo di limone su tutta le superficie. I cattivi odori resteranno. La fase successiva è quella di igienizzare e catturare gli odori eventualmente residui. Fare una pastella di acqua e bicarbonato e sfregatela bene su tutta la superficie. Risciacquate bene e asciugate con un panno umido. Se gli odori non sono particolarmente forti potete utilizzare un detersivo per piatti al limone. Avrà un risultato molto vicino a quello voluto. Questa operazione non è possibile sui taglieri in legno perché essendo naturali assorbirebbero troppo il detersivo stesso.

Come togliere la puzza dal tagliere lavandolo in lavastoviglie.

Questa è l’operazione risparmia-tempo! Piace a tutti ma non piace ai taglieri in legno che con il calore e l’eccessivo uso di acqua (hanno difficoltà ad asciugarsi perfettamente) li usurano troppo e sono destinati a spaccarsi. Questa regola non vale per i taglieri in resina. I cattivi odori nel tagliere, se non eccessivi, si possono anche togliere con un normale lavaggio in lavastoviglie.


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Come pulire le posate in acciaio.

Pulire le posate in acciaio a seconda degli usi.

La pulizia delle posate in acciaio può essere fatta per conservare in perfetto stato sia posate il cui uso non è quotidiano sia per posate utilizzate tutti i giorni dopo un normale pasto.

Pulizia delle posate in acciaio il cui uso non è quotidiano.

Dopo un periodo di conservazione nei cassetti magari anche con la custodia in panno o vellutino le posate in acciaio hanno comunque necessità di essere lucidate perchè le componenti dell’acciaio, specialmente se lucide, potrebbero creare qualche punto di ossido o semplicemente opacizzarsi. Ecco le tre fasi di pulizia delle posate in acciaio in cui riprenderanno il loro aspetto brillante.

  1. La prima operazione da fare è verificare se le posate presentano segni di ossido. Nel caso in cui sia presente qualche puntino di ossido potete pulire, con un panno imbevuto di succo di limone diluito, con acqua le parti interessate assicurandovi di eliminare l’ossido dalle posate in acciaio.
  2. Risciacquate le posate in acciaio e mettete tutto in un contenitore appositamente riempito di acqua calda. Lasciate per circa dieci minuti che l’acqua calda agisca sulle posate sciogliendo il grasso depositatosi nell’acciaio.
  3. Togliete le posate e lavate con detersivo sgrassante (senza contenuto di varechina) e spugnetta non abrasiva. Insaponate bene e verificate che il sapone agisca anche all’interno dei rebbi (le punte).Pulire posate in acciaio
  4. Dopo un risciacquo abbondante, per eliminare tutto il detersivo residuo, disponete le posate sopra un panno asciutto in posizione “in linea” per verificare se presentano macchie o strisciate nell’acciaio che sono sfuggite durante il lavaggio.
  5. L’ultima fase, da ritenersi comunque fondamentale, riguarda l’asciugatura e la lucidatura delle posate. Un panno morbido agevolerà il vostro lavoro finale di pulizia delle posate in acciaio, che dovrà essere fatto quando ancora le posate sono gocciolanti. Questo contribuisce a eliminare gli aloni o strisciate nei manici e soprattutto elimina le piccole macchie lasciate dalle gocce di quelle posate non asciugate per prime. Il risciacquo abbondante fatto nelle fasi precedenti (utile per eliminare tutto il detersivo e il limone) farà si che i piccoli aloni delle gocce asciutte possano essere eliminate senza problemi perchè sono semplicemente dovute all’acqua . A questo segue una attenta lucidatura delle singole posate.
  6. Evitare di conservare le posate tutte insieme ma separatele riponendole nelle custodie apposite, o semplicemente usate un panno morbido per avvolgerle a gruppi facendo in modo che non si tocchino fra loro, evitando quindi di graffiarsi.

Pulizia delle posate in acciaio dopo il loro utilizzo quotidiano.

Tutti i produttori di posate non escludono il lavaggio in lavastoviglie. Ma è chiaro che un lavaggio attento, con pochi prodotti giusti, vi garantisce sicuramente un risultato migliore e consente alle posate di durare di più nel tempo. Questo perchè i detersivi, le pastiglie e i prodotti specifici per lavastoviglie potrebbero avere una componente corrosiva o di varechina che potrebbe essere troppo aggressiva per l’acciaio, per le parti lucide o comunque tutte le finiture presenti nelle posate.

Per un lavaggio a mano è fondamentale eliminare il cibo residuo per consentire un lavaggio più accurato. Munirsi anche di una piccola spazzola che vi consenta di pulire bene tra i rebbi. Dopo questa fase la pulizia delle posate in acciaio procede tranquillamente come indicato sopra, a partire dalla fase 3, potete tranquillamente seguire le stesse indicazioni.

Oltre la pulizia delle posate in acciaio.

E’chiaro che la conservazione delle posate utilizzate quotidianamente avviene nel portaposate presente nelle cucine. Questa abitudine (facciamo tutti così) porta le posate a stare a contatto fra loro favorendo i graffi. E’ consigliabile alternare le posate: se a tavola si usano sempre le solite posate, ogni sei mesi o poco più conservare le posate utilizzate per alternarle con altre dello stesso servizio garantendo un uso omogeneo di tutte (e consumandole allo stesso modo). Scegliere per l’uso quotidiano posate con finitura satinata o vintage (che già presentano irregolarità), inoltre riunire nell’apposito scomparto solo i coltelli, solo le forchette eccetera mettendole tutte nello stesso verso, operazione che vi consente di aumentare lo spazio fra loro e evitando che le lame dei coltelli possano graffiare i cucchiai e così via.

Pulire posate in acciaio

Sono piccoli accorgimenti che se ripetuti tutti i giorni insieme al lavaggio accurato e alla lucidatura accurati delle posate aumentano la durata e preservano l’estetica.

 


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Come arredare la tavola in stile shabby chic

Apprecchiare e arredare shabby chic

Lo stile shabby è da considerarsi come una evoluzione dello stile provenzale francese fatto di colori chiarissimi, tessuti piacevoli ma con una leggera tessitura grezza adagiati con cura su tavoli e sedie in legno d’altri tempi, dove ogni graffio, e ogni parte consumata non è un difetto ma un elemento che ci racconta la storia di una casa o di una famiglia.

Apparecchiare la tavola shabby chic.

Stendete la vostra tovaglia, magari con voulant o galetta e scegliete i piatti in ceramica con qualche decoro o rilievo e non importa se non avrete i bicchieri perfettamente abbinati basteranno qualche rilievo nel calice o nel bicchiere oppure dei bicchieri semplici che potete decorare con un fiocco o con della rafia. La perfezione nella tavola shabby chic non è importantissima, ma sono fondamentali gli accostamenti e le attenzioni che metterete nel farli! Questi, state pur certi, si noteranno subito. Se il servizio di piatti  lo consente mettete anche un sottopiatto . Questo perché la vostra tavola dovrà avere una connotazione comunque chic. Le posate di design o moderne sono bandite. Prendete e portate in tavola posate in acciaio consumato o con lavorazioni vintage, country, con manico in avorio o perlato. Potete sistemarle con una mise en place formale oppure informale (dipende dalle occasioni) posando anche il tovagliolo sul piatto e le posate sopra avendo cura magari di fermarle con un cordoncino grezzo o un fiocchetto.

L’importanza dei colori chiari nella tavola shabby chic.

Qualsiasi scelta voi facciate preferite sempre i colori e gli accostamenti chiari. Questi non sono una regola fissa ma luminosità, l’effetto neutro insieme ai legni consumati deve comunque emergere. Tutto deve seguire un certo coordinamento. Come dire: apparecchiamo con i tovaglioli diversi fra loro ma tutti bianchi! Ecco questa è la logica da seguire!

Preparate dei piccoli oggetti, magari anche una piantina minuscola in un secchiello da utilizzare come segnaposto, darà una nota di colore in tavola. Potete anche ripeterla anche nel centrotavola magari con delle candele.

Vintage unito allo stile country.

Quindi apparecchiare la tavola shabby chic non è altro che ricreare uno stile vintage, che deve comunicare la sensazione di vecchio e consumato che si unisce alla parte più elegante dello stile country, perché tanti elementi naturali sono fortemente legati alla campagna ma vista in modo un po’ più romantico e sognante.

Oggetti e stoffe per la tavola shabby chic.

I consiglio è di preferire tavoli, sedie e elementi come piatti e posaterie consumati che con i loro particolari consumati o decorati si uniranno perfettamente ai tessuti grezzi con pizzi e merletti. Non bisogna fare altro che cercare apparecchiare in modo semplice curando i particolari.

Varianti della tavola apparecchiata in stile shabby chic.

Apparecchiare la tavola shabby chic - Dress My Table

Le idee per una tavola shabby chic possono essere tantissime e le varianti portano ad apparecchiare in tanti modi. Se scegliamo la semplicità possiamo evitare di mettere la tovaglia e utilizzare dei runner. Al contrario se ci orientiamo su un’idea più complessa o molto più formale le posate saranno disposte a destra e sinistra dei piatti e mai sopra insieme al tovagliolo, inserendo inoltre non un centrotavola qualsiasi ma dei candelabri che sarebbe preferibile accendere.

Il segreto è sempre di apparecchiare anche il giorno prima per fare una prova e vedere in modo un po’ distaccato e critico ciò che compone la vostra tavola shabby chic. Buon lavoro!


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Come pulire i calici di vino.

La pulizia dei calici di vino è una procedura apparentemente semplice ma deve essere fatta in maniera tale da non alterare il sapore, l’aroma e il profumo di qualsiasi bevanda, quindi vino compreso.

Poche mosse per per una pulizia dei calici vino perfetta.

Sono da evitare detersivi profumati e che producono molta schiuma, ma anche detergenti sgrassanti che hanno anche un contenuto ( anche se minimo) di varechina.

Il procedimento per pulire i calici da vino.

Il lavaggio può variare a seconda del tipo di vino che è stato servito durante il pasto. Questo perché le caratteristiche del vino possono essere molto diverse l’uno dall’altro. Gli elementi che hanno sicuramente una incidenza sono: ampiezza e corposità, grado alcoolico, aroma. Questi influenzeranno la pulizia del calice di vino che sarà necessariamente più energica in caso di alta corposità, tale che se non è fatta adeguatamente potrebbe macchiare il materiale del calice , vetro o cristallo.

La pulizia de calici con acqua tiepida.

pulizia dei calici vino

Buona norma è pulire i calici a mano risciacquando abbondantemente con acqua tiepida (e non calda) in modo da non creare shock termici che potrebbero rompere il bicchiere. Le parti soggette a rottura sono alla base del gambo che il calice stesso. Questo potrebbe succedere anche a distanza di tempo e non immediatamente, ragione per cui è necessario che l’acqua non sia rovente. Esistono comunque in commercio dei calici da vino che sono prodotti con sistemi innovativi di rinforzo del vetro e del cristallo, ciò consente un numero di lavaggi altissimo e una brillantezza dei materiali inalterata nel tempo.

Ammollo. Un passaggio fondamentale per la pulizia dei calici da vino.

La pulizia dei calici da vino prosegue con un prelavaggio in ammollo in contenitore sufficientemente ampio da contenere almeno un set da 6 calici. Il contenitore deve essere riempito sino a coprire tutte le parti dei bicchieri e l’acqua viene mescolata ad una dose di bicarbonato di sodio che agisce, sciogliendo i residui di vino, sul vetro e nel cristallo senza intaccarlo o opacizzarlo. Questo ammollo avrà una durata variabile a seconda del livello dei residui di vino fermo sui calici. Diciamo che una mezzora è sufficiente per un livello di sporco normale.

Una volta estratti dovete lavarli con acqua corrente e se necessario usando una spugnetta morbida con una goccia (ma solo una!) di detersivo senza contenuto di varechina, specifico per bicchieri e calici.

Risciacquo e asciugatura per una pulizia perfetta dei calici da vino.

pulizia dei calici vino

La pulizia dei calici da vino termina con il risciacquo di tutti i calici sempre in acqua tiepida eliminando tutti i residui di eventuale deersivo e assicurandosi che anche tutto il bicarbonato sia eliminato. Fate colare per qualche minuto l’acqua del lavaggio nello scolapiatti o nel gocciolatoio del lavello e procedete ad asciugare i calici da vino con un panno morbido, meglio se in microfibra. Durante questa operazione di asciugatura evitate di fare leva sul calice e sullo stelo perché un eccesso di forza potrebbe, nonostante la buona qualità del vetro o del cristallo, creare qualche rottura. Ciò determinerebbe inevitabilmente il riassortimento del set per avere rotto solo un calice. Mettete in controluce i calici e verificate la trasparenza del vetro o del cristallo e la presenza di eventuali residui del panno utilizzato.


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Come disporre le posate a tavola

L’importante non è solo mettere le posate a tavola, ma come si mettono.

Posate a tavola per spingersi oltre.

Preparare la tavola per un pranzo o una cena è sempre appassionante e ogni volta ci sono sempre nuovi stimoli per preparare qualcosa di particolare. Dare una connotazione più tradizionale con delle posate classiche ma anche osare con uno stile minimale e posate di design. La voglia di apparecchiare in modo informale è sempre molto forte. Ma se ci spingiamo un pochino oltre potremmo dare alle posate la loro disposizione corretta a tavola. Ma alla base, ci sono sempre delle semplici regole che non possiamo tralasciare.

Come si mettono le posate?

La regola base è di disporle secondo l’ordine di utilizzo.

A sinistra dal piatto ci saranno tutte le forchette. Partendo da quelle più distanti dal piatto avremo: antipasto, pesce, carne e insalata (essendo questa l’ultima la portata prima del dolce).

Nel lato destro seguiremo lo stesso ordine ed avremo: il cucchiaio (più esterno) e i coltelli pesce e carne (più vicini al piatto).

Nella parte alta la disposizione delle posate a tavola segue la stessa logica, anche se in senso orizzontale. Così abbiamo le posate frutta: forchetta, coltello e cucchiaio con il manico posizionato verso il lato in cui sono le posate analoghe, coltello e cucchiaio avranno il manico a destra mentre la forchetta avrà il manico a sinistra (perché orientate verso la mano che li deve utilizzare).

Mettere le posate. Le regole basilari a volte non bastano.Disporre le posate a tavola - Dress My Table

Le regole di come si mettono le posate a tavola sono chiaramente associate a tante alte che sono il naturale completamento per una tavola perfetta. Ad esempio è bene tenere presente che le forchette dovranno avere i rebbi (le punte) rivolti verso l’alto e che i coltelli devono necessariamente avere la lama rivolta verso il piatto.

Se la cena o il pranzo non prevede determinati tipi di portate (il pesce, la minestra o la zuppa) è necessario non apparecchiare la tavola con quelle posate. Si rischierebbe solo di creare confusione o aspettative sbagliate verso i nostri ospiti (che sicuramente non gradirebbero).


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10 idee per decorare la tavola a Pasqua

Decorazioni particolari per una tavola d’effetto.

Preparare la tavola con decorazioni pasquali è sempre un modo per festeggiare in maniera diversa un’occasione speciale, da condividere in famiglia e con gli amici. Per questo si cercano sempre decorazioni per la tavola di Pasqua che siano d’effetto. Con un impegno minimo e un pò di manualità i nostri suggerimenti possono prendere forma nella vostra tavola di Pasqua.

  1. Posti tavola con piccole uova.

    Preparate i posti tavola con piatti e posate. Preferite i colori chiari per i piatti più classici e abbinate posate decorate. Questo è un abbinamento sul quale potete lavorare ed è sicuramente d’effetto. Decorate uova finte in polistirolo e plastica, dipingetele con colori e decorazioni foglia oro. Basta solo un pò di fantasia. Non può mancare un fiocchetto in raso lucido che potete scegliere a piacimento (anche se vi consigliamo il celeste chiaro, l’argento e l’avorio lucido!) Non è necessario farle tutte uguali anche se l’effetto delle decorazioni pasquali tutte uguali è sempre preferito.pasqua (1)

  2. Centro tavola.

    Le uova non possono mancare in un centrotavola pasquale, meglio se impreziosite con piccoli decori a mano libera e qualche fiore di stagione. Ma in mancanza d’altro potete trovare le uova di cioccolato! Raccogliete tutto e sistemate in un vaso basso trasparente. Queste decorazioni pasquali a tavola rendono molto di più se ripetute in almeno 2 punti in modo tale che tutti gli ospiti possano apprezzarle.pasqua (2)

  3. Coniglietto e fiori.

    Preparare i tovaglioli  con il classico coniglietto non è semplicissimo perché richiede un minimo di manualità, ma fra le decorazioni a tavola è quella che tutti possiamo fare senza uscire di casa. Fissate bene il tovagliolo con un cordoncino il coniglietto non perderà la sua forma.pasqua (4)

  4. Candele.

    Create una composizione di fiori magari di gisofile e cercate qualche ciotolina. Se ne avete più d’una uguale tanto meglio, le vostre decorazioni pasquali saranno più omogenee. Se non le avete sono comunque sufficienti più ciotole larghe, magari scegliete le più vecchie che avete. Riempitele con i vostri fiori, quasi a creare un letto e sistemate le vostre candele a forma di uovo. Decorazioni tavola come queste non possono restare spente, l’atmosfera sarà unica.

  5. Candelabri.

    La decorazione pasquale in tavola con i candelabri è un qualcosa di più sofisticato. Le candele accese danno un tocco più importante e solenne ma qualora vogliate tenerli senza eccedere, perché non metterci sopra le uova colorate a mano dai bambini o quelle al cioccolato?

  6. Pizzi e merletti.

    Le uova colorate a tinta unita (colori chiarissimi e senza eccessi) impreziosite con pizzi e merletti sono una decorazione tavola poco impegnativa. Occorre solamente cercare tutti gli avanzi nel vostro cesto del cucito. Una goccia di colla alle estremità e il gioco è fatto. E se volete che i vostri ospiti siano partecipi del vostro lavoro mettete un uovo in ogni piatto, sopra il tovagliolo, lo guarderanno con interesse e la voglia di portarlo via sarà fortissima!pasqua (10)

  7. Ramoscelli d’ulivo.

    Qui la tavola è decorata in modo veramente semplice. E’ certo che le decorazioni pasquali dovrebbero essere sempre così, semplici e molto simboliche, ma molte volte si vuole variare e fare qualcosa di allegro e spiritoso. Qui serve solamente un pò di manualità e qualche ramoscello d’ulivo. Uno in ogni posto tavola. Sceglietelo e fermatelo con un fiocco di rafia al tovagliolo. Un semplice centrotavola fatto da una bella candela e circondata da una coroncina fitta di foglie d’ulivo.pasqua (12)

  8. Tavola country (o shabby).

    La tovaglia chiara o preferibilmente ecrù non può mancare in questa tavola pasquale, piatti e tovaglioli avorio sarebbero da preferire. Conservate i contenitori in cartoncino utilizzati per le uova fresche vi possono aiutare per contenere i gusci d’uovo svuotati con attenzione, riempiti con fiorellini e foglie di stagione. Piccole uova di quaglia danno quel tocco naturale e soft che una tavola come questa deve avere.pasqua (6)

  9. Posto tavola personalizzato.

    E’ forse il più ovvio per decorare una tavola pasquale e nelle decorazioni tavola in genere. Il segnaposto con il nome dell’ospite. Comunque anche questa decorazione particolare deve essere fatta con attenzione … Un nome scritto in modo carino e leggibile, un uovo bianco è più elegante di uno tradizionale, se poi riusciamo ad adagiare l’uovo sopra una coroncina intrecciata, allora abbiamo raggiunto veramente il massimo!pasqua (11)

  10. Decorazioni pasquali con i fiori.

    Decorare la tavola con i fiori è un’idea che colpisce sempre. I tulipani sono perfetti ma qualunque altro fiore con colori tenui è comunque adatto. Piccoli centrotavola in vetro, semplici, possono contenerli senza occupare troppo spazio in una tavola di dimensioni normali. Riuscire ad abbinare anche il tovagliolo ai fiori sarebbe una nota particolarmente raffinata, o almeno un fiocchetto. La tovaglia è preferibile chiara per non interferire con le colorazioni già presenti.

 


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Il fascino delle candele. Una serata speciale e un piccolo sentiero illuminato che ci guida a tavola.

Prima della scoperta della luce elettrica la vita dell’uomo era illuminata da un piccolo cilindro di cera con un’anima in tessuto: la candela.

Un fascino misterioso ed antico è ancora conservato dalla candela, compagna inseparabile dei momenti romantici e rilassanti, accessorio d’arredo necessario per decorare ambienti e spazi ma anche fedele amica di chi deve dare un tocco particolare alla propria abitazione.

E poi celebrazioni mistiche e religiose a lume di candela, compleanni: candeline che si spengono, un eterno mix di luce e fuoco ricco di fascino e tradizione, un oggetto legato contemporaneamente al sacro ed al profano.

Candele profumate per dare un tocco soave all’ambiente o per allietare una serata rilassante, luci ed aromi delicati e soffusi per riprendere una energia quasi sensuale.

Le candele se sono profumate creano un senso di intimità in una tavola. Sono perfette in  cucina e in bagno, in camera da letto come nell’angolo lettura o nello studio.

Quando si scelgono candele decorative si ha sempre un bell’effetto, se poi sono inserite in portacandele allora si esalta ulteriormente la luce. Ovviamente anche il portacandele va scelto accuratamente. Può essere classico, in argento o cristallo, ceramica o vetro. Può essere un vaso in vetro trasparente, una lanterna di carta oppure semplicemente una conchiglia.

La candela è poi regina della tavola, accompagna cene romantiche o eleganti, è il pezzo principe dei centrotavola delle feste, segna il tempo a volte, ma sicuramente dà una luce differente alla cena.

Inoltre per una cena a due la candela deve essere il sostituto del lampadario. E’ d’obbligo. Le candele sono il complemento giusto per una serata speciale. Una cena romantica deve essere illuminata dalle candele.

Oltre alle candele in tavola perché non creare una particolare atmosfera, quasi magica da dare a tutto l’ambiente?

La luce delle candele è viva, la fiammella ha rimandi ancestrali, una sorta di guida. Il legame tra il fuoco e gli altri elementi diventa per l’inconscio qualcosa tutto da scoprire, una sorta di caccia al segreto interiore ed allora perchè non preparare un percorso verso la tavola, illuminato esclusivamente da luce di candela per accompagnare l’ospite a cui la cena è dedicata?

Dress my table - percorso di candele

Con delle candele idonee molto basse si può disegnare un sentiero per tutto il giardino o persino all’interno della casa, la scelta migliore sono le candele non troppo grandi. Una bella idea alternativa è segnare il percorso con vasi in vetro colmi d’acqua con all’interno le candele galleggianti che lo illuminano.Dress my table  - percorso di candele galleggianti per una cena romantica

Ovviamente è bene ricordare che se le mettiamo dentro casa, vicino alle candele non vi devono essere né tappeti né tendaggi! La fiammella, ed un colpo di vento, potrebbero essere pericolosi.

Un percorso di candele è anche il modo migliore per dare il benvenuto al partner. O semplicemente una idea originale per una cena differente.

Una luce quasi magica in un percorso verso la tavola creerà sicuramente una certa curiosità intellettuale e mentale. Questo preparerà l’ospite ad un invito accogliente ed intimo come un caldo abbraccio.


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Fiocchi e nastrini per decorare la tavola.

Una tavola ben decorata colpisce sempre gli ospiti. Per decorare la tavola in modo efficace è necessario estro e fantasia, perchè idee originali e materiali inconsueti, se usati bene, offrono la possibilità di decorazioni inedite, creative e anche utili. Fiocchi e nastrini abbinati a candele, rametti, diventano un qualcosa di straordinario.

Questi infatti portano un tocco di colore e alleggeriscono l’atmosfera. Per caratterizzare il posto tavola è necessario essere fantasiosi e usare tutte le risorse creative, anche con qualcosa di semplice si può ottenere il meglio: creare ghirlande, ornamenti semplici con organza, raffia, raso, rametti, perle, farfalline e stelle fanno cambiare l’atmosfera in pochi istanti.

Per avere una tavola colorata, elegante, ricca di nastri e nastrini scegliamo al meglio le decorazioni e soprattutto i colori. A seconda delle stagioni  e delle ricorrenze i colori cambiano: il Natale è caratterizzato dal rosso e dal bianco, la stagione estiva porta con se i colori forti giallo e arancio… ma anche azzurro e blu e l’autunno insieme all’inverno i colori un pochino più cupi come il marron e il giallo/oro.  non dimentichiamo il rosso per una cena di san Valentino o romantica in genere! Questi sono alcuni esempi di quelli che sono i colori convenzionali per alcune stagioni e ricorrenze.

Tavola estiva. Per una tavola estiva, ai fiocchi e nastrini utilizzati per decorare il posto tavola, si possono aggiungere rametti di erbe aromatiche. Queste oltre ad un colore differente sono spesso anche in grado di diffondere un aroma particolare e coinvolgente in tavola. Un contenitore in terracotta è perfetto per mettere come centrotavola spezie aromatiche tipiche della stagione estiva.

Un’altra ispirazione per la tavola estiva sono i sassi di mare colorati o lasciati allo stato naturale. Non male anche le stelle marine sparse per la tavola o fermate con un nastrino al tovagliolo, sopra il piatto.

Tavola autunnale e natalizia. In autunno le giornate di festa culminano con il periodo natalizio e la tavola allora è differente. Candele, centrotavola, candelabri, nastri e fiocchi diventano d’obbligo. Le decorazioni creano sicuramente un’ambiente particolare. Ma attenzione… nel periodo delle feste in particolare è necessario scegliere con dovizia la decorazione della tavola perchè non deve mai andare in contrasto con il resto delle decorazioni della casa. Allora l’eleganza massima sarà un nastro in tessuto rosso che unirà le posate in modo semplice ma raffinato, e un altro renderà preziose le vostre candele nel centrotavola! Il gioco è fatto!

La regola base per decorare la tavola è sempre quella di non esagerare con i decori e questo vale anche per i fiocchi e i nastrini, altrimenti da una apparecchiatura raffinata, estrosa ed elegante si passa ad una tavola troppo chiassosa che non sarà piacevole da vedere. Abbinate bene i colori dei nastrini, evitate che tovaglie e tovagliolini, piatti e bicchieri possano stonare! Giocando con gli abbinamenti, con poco si può ottenere veramente qualcosa di favoloso. Si può rallegrare la tavola anche con qualcosa di riciclato. Un esempio sono i piccoli oggetti come palline e campanelle, piccole chiavi antiche, perle e perline. Tutti piccoli oggetti, all’apparenza preziosi ma in realtà di scarso valore, che però riescono con poco a dare un segno deciso e di carattere alla vostra tavola. Allora è il momento di iniziare!


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